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Durante la manifestazione “Dal riciclo alla creatività, che si è svolta a Frasso Sabino, Rieti, il 16 luglio 2017, abbiamo visto tanti abiti ecologici raffinati e di gran classe, ma come nascono e chi li realizza?

Lo abbiamo chiesto a  Eugenia Benedetti e Graziella Cestari due cugine, soprattutto amiche, che sin dalla prima edizione hanno partecipato attivamente a questa manifestazione:

“Il nostro è un lavoro di squadra, racconta Graziella Cestari, artigiana e imprenditrice, solitamente seguendo l’estro del momento facciamo un disegno da cui nasce un cartamodello, che Eugenia Benedetti sarta per passione, taglia, poi insieme, assembliamo (con varie tecniche) i materiali di realizzo e dopo varie prove e aggiustamenti il modello inizia a prendere forma. E’ un processo lungo, che inizia con il recupero delle materie prime, nelle botteghe artigiane, nei supermercati, nelle case delle nostre amiche e termina nella nostra cucina, trasformata per l’occasione in laboratorio creativo”.

Le loro creazioni, autentici gioielli artigianali, si sono aggiudicate più volte il podio del vincitore, ad essere premiata è stata la loro filosofia green e le sofisticate tecniche di realizzo.

Ogni modello, nato dal loro estro creativo e rigorosamente fatto a mano, infatti ha avuto il pregio di sintetizzare lo spirito della manifestazione coniugando le linee smart della moda più contemporanea con l’utilizzo di solo materiale di scarto rivitalizzato.

Gli abiti si trasformano così in manifesti pubblicitari, perfetti per attirare l’attenzione sull’importanza del riciclaggio dei rifiuti e sulla tutela dell’ambiente.

Eugenia Benedetti e Graziella Cestari, quest’anno in gara con ben tre creazioni non hanno avuto il riconoscimento del primo premio ma si dichiarano ugualmente soddisfatte, hanno ricevuto molta attenzione riuscendo, in piena filosofia con la kermesse, a far passare il messaggio, che partendo da comportamenti individuali più consapevoli si può contribuire a mantenere più pulito il  pianeta.

Nella foto:

l’abito pavone: piume di pollo e penne di pavone raccolte dopo la muta e  cucite su un vecchio copricostume, il minidress sottobosco confezionato con foglie essiccate, pressate e incollate su carta per fiorai e il tailleur black and white ispirato agli anni 60 e realizzato con plastica bicolore e trucioli di scarto dalla lavorazione del plexiglass.

 

Foto di abiti presentati nelle edizioni precedenti:

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